Patrick Chamoiseau – Fratelli migranti

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Autore: Patrick Chamoiseau
Traduzione: Maurizia Balmelli e Silvia Mercurio
illustrazione in copertina di Nicola Magrin
Pagine: 128
ISBN: 9788867832057
Prezzo libro: 14.00 € 12.60 €
Data di uscita: settembre 2018

Contro la barbarie

Fratelli migranti è un libro che mescola i generi, poesia, saggio e manifesto, un testo generoso, che nasce da un grido di empatia e dalla necessità di riconoscere ogni essere umano degno di essere accolto perché parte di un tutto, in continuo movimento e trasformazione.

«File di uomini attraverso la nebbia, le pietraie, i deserti, le tempeste, i fili spinati, i muri e le recinzioni, si spingono a toccare il cielo, a scavare l’inferno. Non si spostano seguendo il magnetismo terrestre o il movimento delle merci, ma i segni di un’intuizione che li porta verso un orizzonte.
Clandestini espulsi esiliati desolati viaggiatori rifugiati espatriati rimpatriati globalizzati e de-globalizzati, arsi dal sale o annegati, richiedenti asilo, richiedenti di tutto quello che manca al mondo, richiedenti di un’altra cartografia del mondo. Contro gli stati di diritto parlano di umanità del diritto.
Persone, milioni di persone, non alghe o meduse, persone, piccole grandi vecchie giovani, che deperiscono e periscono, e muoiono nelle garrote delle frontiere, ai margini delle nazioni, delle città e degli stati di diritto.
Il mondo e le sue miserie sono la nostra terra.
Fare paese di questo mondo, fare coraggio di queste paure, fare incontro di queste fughe, è la nostra terra.
Fare minareto di asilo, cattedrale di rifugio, tempio di benevolenza, è la nostra dignità.»

Il libro si chiude con la Dichiarazione dei poeti, una chiamata all’inaspettato umano – poeticamente umano – a resistere, rifiutando di abbandonare il mondo.

«Chamoiseau è uno scrittore che ha la raffinatezza del romanziere moderno, ed è da quella posizione (come erede di Joyce e Kafka) che tende la mano alla preistoria orale della letteratura.»
– Milan Kundera


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“Siamo tutti creature nomadi e pochi di noi possono rintracciare le proprie radici nel luogo in cui ora viviamo. Oggi, forse più che mai, l’appello di Chamoiseau a riconoscere la condizione dei nostri fratelli in esilio è essenziale.” - Alberto Manguel -