Gulbahar Haitiwaji e Rozenn Morgat – Sopravvissuta a un gulag cinese

Asia
Gulbahar Haitiwaji  gulag
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Autori: Gulbahar Haitiwaji
Rozenn Morgat
Traduzione: Sara Prencipe
Pagine: 240
ISBN: 9788867833375
Prezzo libro: 18.00 €
Prezzo ebook: 9.99 €
Data di uscita: Settembre 2021

La prima testimonianza di una donna uigura

Best seller internazionale pubblicato in 12 Paesi.

Per quasi tre anni, Gulbahar Haitiwaji  stata privata della libertà e ha subìto violenza dalla polizia, centinaia di ore di interrogatori, fame, freddo, torture, sterilizzazione forzata e dodici ore al giorno di propaganda cinese, costretta in un drammatico programma di repressione e distruzione della minoranza musulmana degli uiguri.

Nata nello Xinjiang, nella Cina occidentale, Haitiwaji viveva in Francia da dieci anni quando, una mattina del novembre 2016, è stata richiamata in Cina con il pretesto di chiudere alcune pratiche amministrative. Accusata di celare posizioni indipendentiste e attività terroristiche dietro il suo esilio in Francia, è sparita nelle viscere del terrificante sistema dei campi di concentramento ideati dal Partito comunista cinese per annientare il suo popolo. Più di un milione di uiguri sono stati deportati nei «campi di rieducazione» sulla base di infondate accuse di «terrorismo, infiltrazione e separatismo». Gli Xinjiang Papers, rivelati dal «New York Times» nel novembre 2019, denunciano e provano una repressione basata sulla detenzione di massa, la più devastante dall’era di Mao.

Salvata grazie alle disperate trattative della figlia e all’ostinazione del ministero degli Affari esteri francese, Haitiwaji è la prima sopravvissuta ai campi cinesi a testimoniare. La pubblicazione di questo libro comporta un terribile rischio che lei e la sua famiglia hanno deciso di assumersi perché la sua voce essenziale raggiunga l’Occidente e ne scuota l’indifferenza.

«Ho scritto ciò che ho vissuto. L’atroce realtà. Le donne come me, uscite dai campi, non sono più quelle di prima.»


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“Le donne come me, uscite dai campi, non sono più quelle di prima”