Tarocchi magici e cavallereschi

La vera storia di Rolando

Illustrazioni: Gabriele Pino
Argomenti: letteratura
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Pagine: 160
Formato: 14x21 cm
Data uscita: 30 Ottobre 2019
ISBN: 9788867832491
Simoni, per molti versi uno scrittore poco italiano, assimilabile per la sua attenzione minuziosa nel ricostruire i fondali storici agli autori angloamericani o ai grandi registi d'oltremanica che ci meravigliano per le loro accurate rappresentazioni di scenari del passato  Sergio Lorusso - La Gazzetta del Mezzogiorno

Marcello Simoni, perso in una biblioteca-labirinto, si aggira alla ricerca di un codice raro o un cimelio appartenente agli albori del Medioevo.
Uno strano cigolio lo invita ad avanzare tra polvere e cose antiche. Incuriosito, Simoni si imbatte in uno stravagante personaggio, seduto su un cavallo a dondolo. Si tratta di Turpino, o meglio il suo ectoplasma, autore della Historia Karoli Magni et Rotholandi.

In un’atmosfera di stupore e sogno, prende avvio per Marcello Simoni un dialogo surreale. Il tentativo è quello di ricostruire la ‘verità’ sulla figura di Rolando (Orlando), tra storia, mito e letteratura. Altre ombre si paleseranno, tra cui Calvino, lo storico carolingio Eginardo, Turoldo (l’autore della Chanson de Roland), e ognuna dirà la propria tra scherzi ed erudizione.

Dodici capitoli che si aprono con le dodici figure presenti sullo scudo di Turpino. Come Carlo Magno, la città di Pamplona, il cavallo Vegliantino, Rolando, il gigante Ferraù, Angelica e altri.

Personaggi chiave della storia di Rolando, protagonisti di vicende che nei secoli, attraverso una tradizione filtrata da Turpino a Tasso, attraverso Ariosto, Boiardo e Pulci, si sono cristallizzati in figure simili agli arcani di un mazzo di tarocchi: il re, il cavaliere, il mago, la dama, il moro, il gigante, il traditore.
E da semplici carte da gioco, Marcello Simoni le trasforma in uno zodiaco immaginifico, alimentando la fantasia dei suoi lettori.

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In groppa a Vegliantino, con l’elmo di Almonte e la spada Durlindana in pugno, Rolando è il cavaliere perfetto. Dal suo volto trapelano la saggezza di san Giorgio e la tempra indomita di Achille. Eppure in lui c’è qualcosa di orientale. Qualcosa che sfiora il misticismo, forse una latente follia esercitata dalla luna.