Andrea Schiavon al festival Tuttestorie – Cagliari

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06/10/2017 - 07/10/2017 / Tutto il giorno

add editore partecipa al festival Tuttestorie di Cagliari con Andrea Schiavon, autore di Don Milani. Parole per timidi e disobbedienti.
Due gli appuntamenti:

Venerdì 6 ottobre ore 20.30 – EXMA (Cagliari, Piazza Blablà)
Andrea Schiavon parla del suo libro insieme a Marino Sinibaldi di Fahrenheit, al maestro Franco Lorenzoni e allo scrittore Fabrizio Silei.
L’evento è intitolato Buttare in cielo passerotti con le ali. La scuola di Don Milani, l’ingresso è gratuito.
L’incontro
La parola prima di tutto. E l’istruzione.
Questo era ciò che Don Milani voleva per i suoi ragazzi.
A 50 anni di distanza dalla sua morte e dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa, cosa resta oggi, fra i banchi di scuola, di quell’esperienza di scrittura collettiva, affinata anche grazie allo scambio con un altro grande maestro come Mario Lodi?
Cosa può e deve fare la scuola per creare comunità e mettere in gioco studenti e insegnanti assieme?
“Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali” scriveva in La parola fa eguali.
E chi sono oggi gli esclusi, i dispersi, i ragazzi schiacciati dalla timidezza che la scuola non riesce ad accogliere?

Sabato 7 ottobre Venerdì ore 18.00 – Casa Dessì (via Roma, 65, Villacidro) 

Andrea Schiavon parla del suo libro insieme a Marino Sinibaldi di Fahrenheit, al maestro Franco Lorenzoni e allo scrittore Fabrizio Silei.
L’evento è intitolato Buttare in cielo passerotti con le ali. La scuola di Don Milani, l’ingresso è gratuito.
L’incontro
La parola prima di tutto. E l’istruzione.
Questo era ciò che Don Milani voleva per i suoi ragazzi.
A 50 anni di distanza dalla sua morte e dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa, cosa resta oggi, fra i banchi di scuola, di quell’esperienza di scrittura collettiva, affinata anche grazie allo scambio con un altro grande maestro come Mario Lodi?
Cosa può e deve fare la scuola per creare comunità e mettere in gioco studenti e insegnanti assieme?
“Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali” scriveva in La parola fa eguali.
E chi sono oggi gli esclusi, i dispersi, i ragazzi schiacciati dalla timidezza che la scuola non riesce ad accogliere?

Il programma completo del festival è consultabile qui.
Il festival
Sarà I legami il tema dell’edizione 2017.
Fra incontri, laboratori, spettacoli e mostre cercheremo di esplorare la materia sconfinata delle relazioni e delle connessioni, andando a cercare i fili più o meno visibili che tutto uniscono.
Se in una classe chiediamo a ogni bambino di dirci con chi parla e gioca più volentieri, e poi su un foglio tracciamo fra i nomi le linee di queste scelte, viene fuori una ragnatela dove alcuni sono centri di tanti raggi e altri soletti ai bordi con pochi fili.
Si chiama sociogramma di Moreno, ma possiamo pensarlo esteso a tutta la terra con bilioni di fili invisibili fra ognuno di noi, e chiamarlo addirittura umanità. È risaputo, infatti, ma stupefacente, che con “sei gradi di separazione” ci conosciamo tutti, sulla terra.
E ora con la rete dei social, oltre a conoscerci, siamo tutti connessi con tutti.
Cosa farà la letteratura per ragazzi con questi bilioni di fili? Come si possono raccontare?
Come per altri scelti dal Festival, anche i Legami sono un tema immenso: forse non s’è mai raccontato d’altro.
Cosa può fare un festival di letteratura per ragazzi, con questa rete infinita di fili?
Può pensarne ancora altri. Legami fra un lettore e il suo libro: fili lucenti dagli occhi alla pagina, e da lì fuori al mondo. Legami fra i libri, che si richiamano e si raccontano a vicenda.
Legami forti dopo dodici anni fra un festival di libri e i suoi lettori, e fra tutti noi insieme e la città, a cui possiamo ormai legarci con nastri celesti come Ulassai alla sua montagna.
Ciò che può fare infatti coi Legami un festival di libri per ragazzi, e molto meglio del sociologo Moreno, è ciò che ha fatto la nostra nonna Maria Lai: renderli visibili. Visibili e belli, ben legati, ben sognati.
Perché i legami fra noi tutti sono fragili e preziosi. “Da grembo a tomba siamo legati agli altri, passati e presenti. E da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il futuro”: così ammonisce la profetessa-clone di Cloud Atlas, il film dal romanzo di David Mitchell. La letteratura da sempre governa questo telaio di fili umani che tesse il futuro, mettendoli in pagina e in festa nelle loro più fulgide forme per gli occhi di tutti.
E questo può fare il Festival: una tessitura.


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