Behrouz Boochani – Nessun amico se non le montagne

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Autore: Behrouz Boochani
Traduzione: Alessandra Maestrini
Prefazione: Omid Tofighian
Pagine: 400
ISBN: 9788867832453
Prezzo libro: 18.00 € 16.20 €
Data di uscita: ottobre 2019

Prigioniero nell’isola di Manus

Detenuto illegalmente dal governo australiano, Behrouz Boochani ha scritto il suo straordinario memoir attraverso centinaia di messaggi Whatsapp.

Ilam, Kurdistan iraniano. Dopo le intimidazioni e l’arresto di alcuni giornalisti, Behrouz Boochani raggiunge clandestinamente l’Indonesia e da lì l’Australia, dove vuole chiedere lo status di rifugiato politico. Intercettato dalle forze militari australiane, viene confinato nel centro di detenzione per immigrati irregolari di Manus Island in Papua Nuova Guinea. Qui ha iniziato un’intensa campagna di denuncia della politica anti-migratoria e delle umiliazioni cui vengono sottoposti i rifugiati: articoli, documentari e questo libro, digitato in farsi su un cellulare e mandato a Omid Tofighian che lo ha tradotto in inglese. 

Romanzo autobiografico, testimonianza e atto di resistenza, Nessun amico se non le montagne racconta cinque anni di carcere ed esilio, lottando per la sopravvivenza, la salute e la dignità in condizioni degradanti. Un intreccio di generi – giornalismo, commento politico e riflessione filosofica si fondono con miti, poesia e folclore – ridefinisce categorie e concetti, dando voce all’impatto fisico e psicologico della detenzione a tempo indefinito.     

VINCITORE DEL VICTORIAN PRIZE 2019
il premio letterario australiano più prestigioso

Questo Premio prova che le parole ancora hanno il potere di sfidare i sistemi e le organizzazioni disumane, che la letteratura ha il potenziale per provocare cambiamenti e per sfidare le strutture del potere. La letteratura ha il potere di darci la libertà. … Questo premio è una vittoria non solo per noi (prigionieri), ma per la letteratura e l’arte. Soprattutto è una vittoria per l’umanità, per gli esseri umani, per la dignità umana.
– dal discorso tenuto da Boochani per il Victorian Prize

Boochani ha portato a termine un’impresa letteraria, giornalistica e filosofica. Uno dei libri più importanti pubblicati in Australia. – The Saturday Paper

Un canto, un lamento alimentato da una feroce urgenza, scritto con il lirismo di un poeta, le abilità letterarie di un romanziere e le profonde intuizioni di un acuto osservatore del comportamento umano e della spietata politica di una detenzione crudele e ingiusta. – Arnold Zable

Una visione potente e devastante di una situazione che viene spesso vista attraverso un obiettivo politico –non personale. – GQ Australia

Racconto indimenticabile della disumanità dell’uomo sull’uomo, che ricorda Orwell o Kafka. Boochani si muove senza sforzo tra la prosa e la poesia, entrambi ugualmente potenti. – The Australian Financial Review Magazine

Una splendida opera d’arte che usa diverse forme narrative, dall’analisi critica alla descrizione, alla poesia, al surrealismo distopico. La scrittura è bella e precisa, mescolando tradizioni letterarie provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto da pratiche curde. – I giudici del Victorian Prize

Nel 2018 in Italia gli è stato conferito il premio Anna Politkovskaja per il giornalismo.

Vincitore NSW Premier’s Award 2019
Vincitore 
Asia General Non Fiction Book 2019

 


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“Da dove sono venuto?
Dalla terra dei fiumi,
la terra delle cascate,
la terra degli antichi canti,
la terra delle montagne…” - Behrouz Boochani -