rio

Un Brasile (e un Caetano) da scoprire

ARTI, SOCIETÀ Lascia un commento

– di Igiaba Scego, autrice di Caetano Veloso. Camminando controvento –

Manca poco alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Rio de Janeiro. Devo ammettere che sono molto curiosa. Le cerimonie olimpiche di solito sono piene di retorica e buoni propositi, pieni di luci pirotecniche e balletti psichedelici. Cerimonie dove vengono spese cifre da capogiro per poi non lasciare traccia nella nostra memoria che tutto vede e tutto consuma.

Probabilmente la cerimonia olimpica di Rio sarà alla fine come tutte le altre. Affascinante e noiosa allo stesso tempo. Però questa cerimonia, come del resto saranno tutte le Olimpiadi, si inserisce dentro una cornice politica tra le più difficili attraversate dal Paese.

Il Brasile infatti sta vivendo una crisi epocale (sociale, politica, esistenziale) che non ha riscontri nella sua storia recente. Dalla fine della dittatura per il Brasile si era aperta una fase di rinascita che ha portato, tra alti e bassi, al trionfo del PT di Lula e ad un boom economico senza precedenti. Questa crescita del Paese, che non è stata solo una crescita economica, sembrava fino a poco tempo inarrestabile. Il Paese, pur nelle sue contraddizioni (soprattutto nelle diseguaglianze sociali) sembrava marciare spedito verso un avvenire roseo. Poi questa marcia iniziata con Lula non è proseguita. Tutto si è arenato tra fraintendimenti, corruzione e violenza. Difficile riassumere quello che è successo in Brasile negli ultimi due anni. Ma ecco un dato di fatto è stato che il sogno di cambiamento di Dilma Rousseff, pupilla ed erede di Lula, è stato interrotto malamente da un’inchiesta tra le più lacunose della storia brasiliana. Questo ha portato non solo all’empechment della Presidenta Dilma, ma anche ad una divisione del Paese che non si vedeva dall’epoca della dittatura. Non a caso molti brasiliani hanno parlato di colpo di stato e hanno fatto a migliaia manifestazioni a favore di Dilma.

Il futuro politico ed economico è davvero incerto. Questo Paese-continente guarda al futuro con preoccupazione. E le Olimpiadi di fatto sono specchio di tutto questo. Si è parlato di sabotaggi, di allarmi terrorismo, di prese di distanza, di flop annunciato. Non sappiamo bene cosa succederà. Sta di fatto che chi ama il Brasile sa che non è un buon momento per il Paese.

Ma per fortuna il Brasile, anche nei momenti più difficili, ha sempre avuto la sua arte. Se il Paese è nel caos, la sua arte non lo è stata mai. L’arte brasiliana sa come sopravvivere ad una catastrofe. Sa come raccontare una storia non perdendo di vista lo stile. Io amo dei brasiliani questa loro attenzione ossessiva verso i dettagli. E non mi sono meravigliata quando ho saputo che insieme a Elza Soares, Mc Soffia, Karol Conka, Ludmilla ci sarebbe stato ad aprire Rio 2016 anche Caetano Veloso con l’amico Gilberto Gil. Caetano è una garanzia. Ha viaggiato dentro le contraddizioni del suo Paese, conosce ogni ferita, conosce ogni gloria. E sa, in una nota, condensare tutto quello che di meglio questo Brasile ha prodotto.

Forse ci divertiremo un po’ forse ci annoieremo. Le Olimpiadi ci regaleranno un po’ di record, un po’ di facce nuove, qualche meteora, qualche stella cadente.

Ma il Brasile con tutta la sua storia sarà sempre lì ad aspettarci. Io spero che insieme a Caetano Veloso (questa sarà per molti l’occasione di scoprire e riscoprire la sua voce meravigliosa) molte persone avranno voglia di scoprire questo Paese-continente oltre gli stereotipi. Il Brasile non è solo Carnevale, per fortuna.

Condividi