Bella Addormentata

Pride. L’Italia, le favole e i nuovi immaginari

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C’era una volta un Paese omofobo, un Paese dove i bambini erano obbligati a vestirsi di azzurro e le bambine di rosa, gli insegnanti spiegavano ai ragazzi quale sarebbe dovuto essere il loro ruolo nella società e in tutte le favole le protagoniste erano solo principesse tranquille e molto educate che aspettavano, dormendo o piangendo, un aitante principe azzurro che le avrebbe sposate e rese felici e contente. Poi un giorno cambiò il vento, e piano piano da ogni parte del mondo arrivarono nuove storie, nuove principesse e nuovi principi, qualche pinguino, degli orchi, persino degli alieni. Iniziò a spargersi la voce che non tutto doveva andare come era stato deciso da qualche bigotto scrittore, che persino in quel Paese le cose potevano cambiare, che le principesse potevano fare a pugni​, se piaceva loro, ​e i principi ballare felici in mezzo a un campo di fiori, se piaceva loro​. I bambini iniziarono a sentirsi più liberi, a lasciare andare i propri immaginari, potevano decidere tranquillamente cosa sognare per il loro futuro…

Potrebbe essere così la nostra favola, potrebbe essere così il nostro Paese, l’Italia, nel 2015. Ma sembra che ancora ci sia un po’ da scrivere, un po’ da immaginare. Per fortuna le giornate appena trascorse ci aiutano a capire che il cammino da fare non è poi così lungo, che la nostra società, come spesso accade, è molti passi più avanti rispetto certa politica.

In un post apparso il 26 marzo scorso, sul sito Forza Nuova Milano, viene specificato l’intento dell’iniziativa: l’allestimento di un gazebo per denunciare le case editrici che diffondono libri illustrati per bambini e ragazzi che secondo l’organizzazione di destra vengono diffusi con “l’orribile strategia” di “insinuare nelle menti dei bimbi più piccoli la presunta normalità di ogni sovversione dell’ordine naturale, fino all’autodeterminazione del proprio genere”. Libri fatti entrare “in maniera strisciante e subdola nelle nostre scuole”. L’iniziativa mira a distribuire “a tutti i genitori che passeranno al nostro gazebo l’elenco dei libri da cui guardarsi e l’elenco delle case editrici verso le quali stare attenti”. Il post poi suggerisce di bruciare questi libri e nel pomeriggio di sabato si è sparsa la notizia, poi non confermata, che con questi libri sarebbe stato fatto un falò in piazza.

Nessun libro è stato bruciato. La nostra casa editrice, che con Il Pianeta dei Calzini Spaiati è entrata orgogliosamente nella lista di quelle “pericolose”, ha assistito a questo spettacolo d’altri tempi da una fiera che ha avuto luogo proprio a Milano e che casualmente si chiama proprio BookPride.

Pride. Siamo fieri di essere in una lista di libri che stanno contribuendo a cambiare i nostri immaginari, siamo fieri di essere stati in compagnia di altri editori che credono in un paese migliore. Siamo fieri perché proprio sabato il nostro stand in fiera è stato pieno di bambini, di bambine, di madri, di padr​i​, di famiglie di ogni genere e tipo che sono tornate a casa con una copia del libro, per leggerlo e bruciare tutti i pregiudizi. Fieri perché sappiamo che ogni giorno, oltre a noi, tanti insegnanti, tanti genitori contribuiscono a costruire un paese che sia fiero delle proprie diversità.

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