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La musica per dirsi le cose

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-di Jacopo Cirillo-

Un estratto da Massimo Ranieri. Le rose non si usano più di Jacopo Cirillo, uscito per add editore lo scorso giovedì.

Aprile 1987
Forlì, casa dei nonni

Mia nonna si chiama Filomena Sagliocco ed è nata tantissimo tempo fa a Torre Annunziata, vicino a Napoli.
È alta poco più di un metro e cinquanta, è praticamente sorda e parla solo in dialetto, per quel poco che mi parla. Qualche frase ogni tanto, nient’altro.
Ho cinque anni e mi annoio.
Tutte le domeniche facciamo il pranzo di famiglia con i nonni, gli zii e i nipoti, tutte le domeniche ci sono i maccheroni al forno, la carne, le patate, e nonna ci prepara anche le pizze da portare a casa e mangiare durante la settimana.
Il pranzo ormai è finito, i grandi sono andati nell’altra stanza a fare cose da grandi, probabilmente bere vino, fumare sigarette e pronunciare frasi misteriose che non riesco a capire.
Io sono rimasto in cucina; sono seduto su una poltrona grandissima a righe rosse e bianche e sto scalciando il vuoto con le gambe a penzoloni, per far passare il tempo.
Ma il tempo non passa.
È quasi l’imbrunire, la luce è di un giallo strano, malinconico, alcune mosche ronzano su un piatto di frutta avvizzita. Mia nonna, nonostante l’età, non si intrattiene con i grandi nell’altra stanza ma rimane a lavare i piatti nel cucinotto qui dietro, vicino alla sala da pranzo vuota con la tovaglia ancora sporca di briciole.
Lava i piatti e canticchia.
Vicino al grande tavolo tondo c’è una cassettiera di legno antica, alta, mi pare, almeno dieci metri, forse venti.
Sulla cima, splendente come l’idolo della fertilità di Indiana Jones, troneggia il mangianastri che diffonde una musica strana, molto melodica.
Rimango incantato ad ascoltare quella voce e il flebile contrappunto che proviene da cucinotto.
Dopo qualche minuto, mi accorgo che le gambe stanno andando a tempo, perse nel vuoto tra la poltrona e il pavimento, e che a labbra serrate inizio a seguire la melodia, con un piccolo suono rauco che quasi non riconosco. Poi, all’improvviso, parte il ritornello, ed è come se il mangianastri si alzasse e venisse ad abbracciarmi, per quanto è felice. Inizio a saltare e a ballare da solo, non ho ancora gli strumenti adatti per dimostrare a parole la mia gioia e lascio che sia il mio corpo a parlare per me.
Ma ecco che i piatti sono tutti puliti e la musica finisce.
Ancora!, dico. Ma nonna esce dal cucinotto con un vassoio pieno di tazzine di caffè fumanti e va nella stanza dei grandi. Altro caffè dopo il vino: non ne hanno mai abbastanza, penso.
La porta si chiude, io mi fermo in mezzo alla stanza, mi guardo attorno e, in un attimo, corro verso il mangianastri, tiro fuori la cassetta e prendo la sua custodia, appoggiata lì vicino.
Sulla copertina c’è la scritta ‘O surdato ‘nnamurato e la faccia di un ragazzo – a me pare un uomo – vestito da militare, che guarda da un’altra parte con la bocca un poco aperta.
Sembra che abbia visto qualcosa in lontananza, qualcosa che non vuole lasciare.
Sulla copertina della cassetta c’è scritto: Massimo Ranieri.
Massimo Ranieri diventa automaticamente il mio idolo, soppiantando Francesco Salvi, l’Uomo Tigre e Marco Bellavia, il sassofonista di Kiss me Licia.
Per un tempo indefinito rimango fermo a rimirare la cassetta, cercando di capire come un pezzo di plastica con due buchi in mezzo possa produrre della musica.
Mia madre entra in cucina all’improvviso, mi prende la mano e dice: è ora di andare, finalmente.
Saliamo in auto e torniamo verso casa. Io sono eccitatissimo, non riesco a stare fermo nel sedile di dietro.
Lungo il tragitto, continuo a ripetere il suo nome, massimoranieri, tutto attaccato, come una preghiera.
I miei si guardano straniti, finché mia madre non accende l’autoradio e mette Paolo Paolo Pa, una canzone del Banco del Mutuo Soccorso, e alza il volume.
Francesco di Giacomo è un grande cantante, dice. Ma Francesco di Giacomo è un nome che non mi piace, penso, e sicuramente non ha fatto nessuna foto vestito da militare.
Non m’interessa nulla del Banco del Mutuo Soccorso, nemmeno della pazzia che il cantante vorrebbe fare con questo Paolo.
Mi importa solo di massimoranieri, tutto attaccato.

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