Milano accoglie

La felicità di Milano. Profughi, accoglienza e indignazione

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– di add editore

Milano è una città felice. O, più nel dettaglio, è una città sempre attiva, al lavoro, frenetica. Milano non si ferma neppure in giornate di emergenza come queste in cui, per colpe che si possono facilmente attribuire a chi ci governa a livello nazionale ed europeo, la città deve ospitare migliaia di profughi che arrivano da terre in guerra, non troppo lontane da qui. Milano, e chi la governa, ha poco tempo per rispondere a chi fa propaganda partendo da tristi casi di cronaca e chiede di armare giovani militari per mandarli in giro come nuovi sceriffi. Ma Milano dovrebbe prendersi il tempo per essere felice. Felice di come il Comune di Milano e tante associazioni stanno accogliendo i profughi che ogni giorno arrivano in Stazione Centrale e di come tanti cittadini si stiano rimboccando le maniche per aiutare, sostenere, donare.

Ne abbiamo parlato ieri, domenica 14 giugno. add editore è stata ospite del Festival della Letteratura di Milano che viene organizzato sotto i portici della bellissima Biblioteca di Chiesa Rossa, in una zona periferica della città. L’occasione era la presentazione del libro di Shady Hamadi, La felicità araba. Abbiamo raccontato il dramma del popolo siriano e come si ripercuote su Milano. Con noi c’erano l’assessore alle politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, Seifuddin Abouabid che lavora presso la Fondazione Progetto Arca e coordina l’emergenza dei profughi siriani a Milano, Marta Mantegazza e Alessandra Pezza, mediatrici interculturali di Siriani in transito.

Quella che ci è stata raccontata è la reazione di una città che non si ferma alle apparenze o ai razzismi pericolosi di alcuni politici, ma che si mobilita, agisce, dona tempo e risorse, accoglie. Seiffuddin ci racconta di un cittadino dell’hinterland di Milano che una sera si è fermato in Stazione CentrFuria dei Libriale per offrire la stanza vuota dei figli per ospitare una famiglia di siriani; l’assessore Majorino ci descrive come in questi giorni tantissimi cittadini abbiano portato ogni genere di alimenti in stazione; Marta e Alessandra ci hanno raccontato il viaggio del popolo siriano, delle continue illusioni e disillusioni.

La città resiste e reagisce. Ma l’assessore Majorino ci tiene a sottolineare che è una vera e propria resistenza: molti cittadini cadono nella trappola dell’allarmismo di alcuni politici, si preoccupano, si lamentano. E allora, ci suggerisce, bisogna indignarsi e spiegare, far capire che l’accoglienza è un diritto che Milano garantisce ai profughi che fuggono da luoghi senza diritti. Indignarsi e chiedere a gran voce all’Italia e all’Europa di impegnarsi per la pace.

Milano quindi deve essere felice. Felice per come reagisce e felice per come si indigna. Il nostro augurio per Milano è nelle parole di Stéphane Hessel:

Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. È fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Abbracciamo un’evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie a ciascuno di noi. Ed è un corso orientato verso una maggiore giustizia, una maggiore libertà, ma non la libertà incontrollata della volpe nel pollaio. Questi diritti, promulgati nella Dichiarazione del 1948, sono universali. Se incontrate qualcuno che non ne beneficia abbiatene pietà, aiutatelo a conquistarli.

Buon lavoro alla felice Milano. Qui di seguito vi riportiamo alcune reazioni del Sindaco Giuliano Pisapia e di alcuni milanesi pubblicate sui social network.

Giuliano Pisapia

«Sta tornando la normalità alla Stazione Centrale e insieme è stata potenziata l’assistenza a chi, in fuga da inenarrabili orrori, è in transito per Milano. In meno di 24 ore siamo riusciti a trovare una prima soluzione dignitosa e immediatamente praticabile per essere vicini ai profughi ma anche per rispettare i viaggiatori. Nel mezzanino, stipato dall’afflusso continuo di persone disperate, la situazione stava diventando giorno per giorno sempre più insostenibile. Ora stiamo lavorando senza sosta per arrivare ad una soluzione definitiva già da mercoledì.
La ‪#‎Milano che conosco bene e che amo, non ha lasciato le istituzioni da sole. Voglio ringraziare i tantissimi volontari, i dipendenti del Comune, le associazioni laiche e religiose e tutti coloro che hanno dimostrato grande senso di umanità e solidarietà.
Mentre c’è chi parla, urla, sbraita e semina odio e paura, noi non abbiamo mai smesso di impegnarci, giorno e notte, per trovare una soluzione dignitosa per la città e per i profughi. Milano, ancora una volta, ha dimostrato di essere una grande Comunità solidale di cui essere orgogliosi e fieri. ‪#‎emergenzaprofughi

Chi volesse dare un contributo qui http://on.fb.me/1HG1oPl può trovare il post della Pagina Comune di Milano – Politiche sociali con quanto serve al momento.

Vi invitiamo inoltre a seguire la Pagina dell’Assessorato che verrà aggiornata a fronte di eventuali nuovi bisogni.

Grazie.»

Alcuni milanesi

«Nel nuovo spazio per l’assistenza ai profughi in Stazione Centrale la prima cosa a cui il Comune ha pensato è quella di garantire un’area giochi per i bimbi. Erano tanti anche oggi. I milanesi li hanno riempiti di giochi e di amore.»

«Milano sta dimostrando una solidarietà straordinaria. La giunta Pisapia e i suoi assessori in prima linea, una grande capacità. Ora serve che il Governo impedisca in qualche modo che questo flusso continuo verso Milano e la sua Stazione Centrale continui senza soluzione di continuità. Come parlamentari milanesi ci lavoreremo pancia a terra, è il nostro dovere di milanesi e di politici. Non dare soluzione a questo flusso alimenta solo il partito delle ruspe.»

«‪#‎MilanoAccoglie sempre con generosità, coraggio e tanto lavoro di volontari e istituzioni oggi come ieri. Cosa possiamo fare? Non puoi dire di aver vissuto veramente se non ha mai fatto qualcosa per qualcuno che non potrà mai ripagarti. Grazie Pierfrancesco Majorino Marco Granelli

«Ringrazio tutti quelli che stanno quotidianamente dimostrando che Milano e l’Italia non sarà mai una città paurosa, chiusa, razzista. A partire dal Comune e dagli assessori Pierfrancesco Majorino e Marco Granelli. Questo al netto di politici spregiudicati che sul dolore di pochi e l’insicurezza di tanti vogliono fare carriera politica e dei giornali che cercano di vendere più copie. La loro irresponsabilità non distruggerà il civismo ambrosiano.»

 

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