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L’Italia, i diritti e le nostre vite

DIRITTI, SOCIETÀ Leave a Comment

– di Lorenzo Carni –

Il 28 gennaio inizierà un faticoso iter parlamentare la nuova proposta di legge per le unioni civili, ormai conosciuto come ddl Cirinnà 2.

L’Italia è rimasta sola in Europa sul fronte di pari diritti per gay e lesbiche, sola con alcuni Paesi dell’est. Uno stato senza parità e con una classe politica incapace di dare prospettive a una minoranza di cittadini che, chi più chi meno, attraversa un percorso di accettazione sicuramente complicato, spesso doloroso.

Nel 2000, anno del giubileo di Karol Wojtyla, c’è stato il più grande e famoso gay pride in Italia. Da allora il dibattito su una legge per le unioni civili è entrato e uscito più volte nelle agende politiche. Nel 2000 avevo ventun anni. E guardando la meravigliosa piazza di Roma ho iniziato a pensare si sarebbe riusciti ad arrivare a una buona legge anche in Italia, ho pensato che presto anche io avrei potuto scegliere di condividere un percorso di vita con un compagno, avrei potuto decidere di condividere con parenti e amici una promessa in un rito collettivo. Poi la politica ha continuato a mettersi in mezzo, fra i nostri sogni e le nostre prospettive di vita e si sono alternati Family Day e proposte di legge: i Di.Co. (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi), i CUS Contratto di Unione Solidale. Ma nulla. Siamo ancora lì. Il resto del mondo nel frattempo ci ha doppiato: non più leggi su diverse declinazioni di unioni civili ma matrimoni egualitari: il Nord Europa prima, poi Spagna, Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Slovenia e anche Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Argentina, Australia e molti altri. Un principio molto semplice. Parità a tutti gli effetti. Matrimonio e diritti collegati, compresa la possibilità di adottare e costruire una famiglia.

Nel 2016, anno del giubileo di Jorge Mario Bergoglio, la comunità glbt si prepara a tornare in oltre sessanta piazze: l’appuntamento è per domani sabato 23 gennaio, questa volta non per un pride, ma come segnale di attenzione nei confronti di un disegno di legge indispensabile per ridurre delle disparità ormai inaccettabili. È il 2016 e ho 37 anni. Mi preparo a scendere in piazza, a tornare a sfilare per sperare in un cambiamento, mentre tutto intorno rumoreggiano politici e commentatori, mentre si dibatte sulle urgenze del Paese, oggi, come negli ultimi sedici anni, c’è un rumore di fondo che rende ancora più lungo il percorso che vedo dietro di noi. Come me, molti altri uomini e donne hanno visto in questi anni la loro vita passare dalla giovinezza all’età adulta, vedere “i migliori anni delle nostre vite” scorrere senza sentirsi pari, uguali, con le stesse possibilità di sogni e promesse. La proposta di legge Cirinnà è quanto di meglio il mio Paese sia riuscito a mettermi davanti in questi anni, ho letto e sentito molte interviste di Monica Cirinnà e mi sembra un politico che sta lottando con serietà e con forza per il migliore compromesso possibile per questo Paese. Eppure nonostante i miei 37 anni, che sono una buona età per i compromessi, tutto questo mi sembra così poco, così inadatto anche per un paese sempre poco adatto come questa mia Italia. I diritti che sarebbero riconosciuti con l’approvazione della legge sono ormai banali, dovrebbero essere riconosciuti da tutti necessari, indispensabili. Non si tratta di matrimonio, anzi le varie riscritture del ddl tengono molto lontano qualsiasi possibile equivoco. Non si parla di adozioni, le coppie gay continueranno a non poter adottare nessun bambino (nonostante il rumore di fondo confonda le cose: si parla tanto infatti della stepchild adoption, ovvero la possibilità di poter essere riconosciuti come genitori del figlio naturale di uno dei due partner, che riguarda solo una piccola minoranza della minoranza). Il ddl Cirinnà non realizza i miei sogni, è, all’acqua di rose, quello che mi immaginavo sarebbe potuto accadere nel 2000, ma il mondo nel frattempo è andato più veloce, qui l’uguaglianza è ancora lontana, lo sarà anche nel momento in cui verrà approvata questa legge.

Ho trentasette anni. E ho ancora molti sogni. Domani scenderò in piazza, dal 26 gennaio seguirò con ansia quello che accadrà in parlamento, aspetterò che un passo avanti venga fatto, finalmente. E se questo Paese avrà una legge per le unioni civili, scenderò ancora in piazza per festeggiare. Sarà un bellissimo giorno. Ma tornerò a casa sapendo che non è il 2000, è il 2016 e là fuori ci sono altri paesi dove avrebbe comunque più senso abitare, dove potrei sentirmi più libero di sognare, di scegliere se costruire una mia famiglia, se essere o non essere padre, dove potrei avere le stesse possibilità di un trentasettenne eterosessuale; o dove, ancora meglio, nel 2000 avrei avuto le stesse possibilità degli altri ventunenni. Le nostre vite vanno avanti, il mondo va avanti, l’Italia rimane ferma lì. È ora di farlo svegliare questo paese, soprattutto noi trenta e quarantenni che abbiamo scelto, caparbiamente o stupidamente, di restare qui, di non andarcene.


Le piazze della manifestazione #SVEGLIAITALIA

Alba via Vittorio Emanuele 16,00
Alessandria piazza della Lega 16,00
Ancona Piazza Roma 16,30
Andria (Bat) viale Crispi 18,30
Aosta piazza Emile Chanoux 15,00
Arezzo piazza San Jacopo 15,30
Asti piazza S.Secondo 10,30
Bari piazza del Ferrarese 16:30
Bassano del Grappa (VI) piazza Garibaldi 15,30
Belluno piazza Martiri 16,00
Benevento piazza della Prefettura 17:30
Bergamo piazzale Stazione 14,30
Berlino (DE) Hiroshimastraße 1, davanti all’Ambasciata d’Italia 15,45
Biella via Italia zona Fons Vitae 15,00
Bologna piazza Nettuno 16,00
Bolzano piazza Municipio 15,00
Brescia piazza del Mercato 15,00
Brindisi piazza Vittoria 17,30
Cagliari Scalinate di Bonaria 16,00
Caltanissetta piazza Falcone Borsellino 18,00
Caserta piazza Alfonso Ruggiero 17.30
Castellana Grotte (BA) piazza Garibaldi 9,00
Catania piazza Stesicoro 18,30
Catanzaro piazza Prefettura 10,00
Cesena piazza Mario Guidazzi 15,30
Chieti piazza Martiri della Libertà 15,00
Copenhagen (DK) Fredericiagade 2, 14,00
Cosenza piazza XI settembre 11,00
Cremona piazza Roma 15,30
Cuneo via Roma 16,00
Dublino (IE) Northumberland Road 14,00
Ferrara piazza Municipale 16,00
Firenze piazza della Repubblica 15,00
Foggia Corso Vittorio Emanuele 17,00
Francoforte (DE) Kettenhofweg, 1 davanti al Consolato d’Italia 15,00
Genova corteo da piazza della Meridiana 15,00
Gorizia Corso Italia 55, davanti al Palazzo della Provincia 11,00
Grosseto piazza San Francesco 17,00
Guidonia (Roma) piazza degli Anemoni 15,00
Isernia Piazza Celestini V 16,30
Ivrea Giardini Corso Cavour 16,30
L’Aquila Fontana Luminosa 15,00
La Spezia piazza Garibaldi 16,00
Latina piazza del Popolo 16,30
Lecce piazza Sant’Oronzo 18,00
Limerick (IE) Little Ellen Street 14,30
Livorno piazza Attias 15,00
Lodi piazza della Vittoria 15,30
Londra (UK) Ambasciata d’Italia 15,00
Lucca piazza San Michele 15,30
Mantova piazza Mantegna 17,00
Massa piazza Mercato 16,00
Matera piazza Vittorio Veneto 18,00
Milano piazza della Scala 14,30
Modena piazza Mazzini 16,00
Monaco (DE) Marienplatz 16,30
Napoli piazza Carità 16,00
Novara piazza Martiri 15,30
Nuoro piazza San Giovanni 18
Oderzo (TV) piazza Grande 10,00
Padova via VIII febbraio 16,00
Palermo piazza Verdi 16,30
Parma piazza Garibaldi 16,00
Pavia piazza Vittoria 15,30
Perugia piazza Italia 15,30
Pescara piazza Salotto 16,00
Piacenza piazza Duomo 15,00
Piombino (LI) piazza Cappelletti 10,00
Pistoia piazza Gavinana 17,00
Potenza corteo da P.zza Mario Pagano a P.zza Sedile 17,00
Ragusa piazza San Giovanni 18,00
Reggio Calabria corso Garibaldi 18,00
Reggio Emilia piazza Martiri del 7 Luglio 16,00
Roma Pantheon – piazza della Rotonda 15,00
Salerno Corso Vittorio Emanuele II, altezza Piazzetta Barraccano 18,30
Sanremo via Escoffier angolo corso Matteotti 15,00
Sarzana (SP) piazza Matteotti 17,00
Sassari piazza d’Italia 18,00
Savona piazza Sisto IV 16,00
Siracusa Largo XXV luglio 21,00
Taranto piazza Maria Immacolata 20,00
Torino piazza Carignano 15,30
Trento piazza Dante 16,00
Treviso piazza Indipendenza 15,30
Trieste piazza Unità d’Italia 15,00
Udine piazza San Giacomo 15,00
Varese piazza Monte Grappa 15,00
Venezia Campo Santa Margherita 16,30 15,00
Verbania piazza Ranzoni 10,00
Vercelli piazza Cavour 15,00
Verona piazza Bra 15,00
Viareggio piazza Mazzini 16,00
Vicenza piazza dei Signori 16,00
Viterbo piazza del Plebiscito 18,30

PRESIDIO PERMANENTE AL SENATO:
Roma: Dal 28 gennaio alle 16:00 al 30 gennaio alle 14:00 piazza delle Cinque lune

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