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la #buonaScuola di un bambino

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da Alex Corlazzoli e Mattia Costa

Inizia un nuovo anno scolastico, l’anno della #buonaScuola. E in questi giorni fra i banchi è tornato anche il futuro premier Mattia Costa che nel libro Sai maestro che… da grande voglio fare il premier ci propone i suoi otto punti per cambiare, davvero, le scuole italiane.

  1. Appena si entra a scuola ci dovrebbero essere dei disegni buffi appesi alle pareti per non renderla un carcere con i muri bianchi.
  2. L’aula del preside, tutta bella ordinata, dovrebbe avere la porta aperta così possiamo vederlo, dialogare normalmente come con i professori. Sarebbe una buona immagine del capo che per di più dovrebbe venire a scuola in tuta o con jeans e maglietta non in giacca e cravatta perché sembra un burattino altrimenti. Così si mostrerebbe più allegro, simpatico e socievole… cosa che il nostro preside non dimostra affatto, anzi pare piuttosto un muro di ghiaccio, indistruttibile neanche da una barzelletta crepapelle per la quale anche il prof più serio si metterebbe a ridere.
  3. Vorrei parlare dei terrificanti corridoi, muti, senza nemmeno gli appendiabiti per i giubbotti. Vorrei gli armadietti personali come in America dato che sono molto belli. Una scuola americana non si riconoscerebbe senza quelli. Vorrei anche sostituire la macchinetta per le bibite con una macchinetta sola, gigante che contenga anche le merendine per chi se l’è scordate.
  4. Vorrei che non ci fossero più i banchi dove si appoggiano i quaderni: a dire il vero sono pure scomodi. Vorrei sostituirli con delle scrivanie con i computer e una stampante come se ci si trovasse nello studio di casa.
  5. Sarebbe utilissimo uno sportello con la psicologa per chi ne ha bisogno, per chi ne usufruisce per motivi validi non come qualcuno che si iscrive solo per saltare la lezione di matematica magari, e poi sono sempre i soliti.
  6. Servirebbe anche una macchinetta che custodisca i libri degli alunni così i ragazzi non devono portarsi troppa roba in cartella. Vorrei anche un distributore di materiale scolastico per chi magari gli è finita la penna o la colla e non può chiamare la mamma a casa per farsela portare.
  7. Vorrei un’altra cosa ovvero che i professori non superino l’età massima di cinquant’anni altrimenti fanno lezioni molto noiose e gli alunni si stufano subito. Professori giovani = lezioni giovani.
  8. Vorrei anche che le gite scolastiche fossero decise dagli alunni, ovviamente gite che servono.

Dal capitolo La «Buona scuola» di un bambino estratto dal libro di Alex Corlazzoli e Mattia Costa, Sai maestro che… da grande voglio fare il premier.

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