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8 marzo – Donne che leggono

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Poche parole per introdurre questo post di consigli di lettura: abbiamo chiesto a scrittrici (che hanno pubblicato libri con add o che lo faranno presto) di suggerire alle lettrici e ai lettori del nostro blog libri scritti da donne che in qualche modo le abbiano fatte riflettere sulla posizione della donna nelle nostre società e sulla sua dignità.

Una richiesta generica, declinata dalle nostre scrittrici in maniera del tutto personale e che ha prodotto un percorso ricchissimo di sfumature che crediamo possa ispirare tante e tanti.


Alessandra Di Pietro
Giornalista, scrive sul settimanale «Gioia!» e sul sito della «Stampa». Questo è il suo blog. Con add ha pubblicato Godete! e Il gioco della bottiglia.

Quando mi chiedono quali sono stati i libri più importanti delle mia vita, mi viene da dire “tutti” oppure  “l’ultimo”, mai un titolo preciso e ora che Francesca di ADD mi domanda di sceglierne alcuni fondamentali per la mia formazione (e il suo mantenimento) vado in confusione. Vorrei dire Quaderno proibito di Alba de Céspedes (Oscar mondadori, ora fuori produzione) che a 14 anni mi illuminò sulla vita segreta delle donne dentro le famiglie che volevano essere normali e perfette. Oppure Lolita di Valdimir Nabokov che poco dopo rubai dalla biblioteca di mio padre dove era nascosto insieme all’Amante di Lady Chatterly, il successivo furto. Oppure scelgo Pamela Moore, Cioccolata a colazione (Mondadori), gli amori precoci di Courtnery, il desiderio di essere amata, la madre distratta, la voglia di non essere una brava ragazza. Però alla fine davanti alla mia libreria ho tirato fuori quattro titoli a colpo sicuro, sapevo dove andare, dunque sono questi i libri giusti.

L’aggressività femminile di Marina Valcarenghi (Bruno Mondadori)
Il vittimismo o la prepotenza sono sintomi opposti della stessa rimozione: aver addomesticato l’aggressività femminile ci ha mutilato  e rese incapaci di agire in modo cristallino per la tutela del nostro spazio pubblico e privato. Solo la ripresa di una sana aggressività permette alle donne di definire il perimetro dove porre se stesse e gli altri. Lo consiglio a ogni amica, lo considero un saggio fondamentale, una lettura che vale molte sedute di psicoanalisi.

L’amica geniale di Elena Ferrante (edizioni e/o)
È un romanzo di formazione da regalare dai 15 in su a tutte le ragazze, una quadrilogia che ha stregato le italiane e l’America dove Ferrante ha venduto un milione di copie. L’amicizia lunga una vita tra Lina e Lenù racconta la storia dell’Italia dal dopoguerra a oggi vista dagli occhi di due bambine poi donne nate in un rione napoletano e che, ognuna a suo modo, hanno realizzato le proprie ambizioni. Dentro c’è tutto: la passione, l’odio, l’amicizia e l’invidia, il riscatto sociale, la meschinità e il dolore, quattro libri, un capolavoro immancabile.

Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi (Scritti di Rivolta Femminile, disponibile solo ebook)
«Ci preme moltissimo che venga salvaguardato nella donna quello scatto straordinario di baldanza emotiva che fa parte del periodo vitale della giovinezza e con cui gli individui gettano le basi della creatività che darà l’impronta alla loro vita». La raccolta degli scritti della più autorevole femminista italiana spiega che il femminismo non è un pranzo di gala ma un incredibile rave a cui iniziare a partecipare fin da giovanissime. E gà che ci siamo, un consiglio: non perdete per nessuna ragione Suffragette, un film bello e necessario.

L’Ibisco viola di Chimamanda Ngozi Adiche (Einaudi)
Questo è il primo libro della bravissima scrittrice nigeriana che ha studiato negli Stati Uniti diventata famosa con il suo ultimo Americanah (Einaudi) e il TED Perché dovremmo essere tutti femministi (Einaudi). Chimamanda in questo romanzo dipana la storia di un uomo ricchissimo con una reputazione sociale impeccabile, fondatore dell’unico giornale che tiene testa alla dittatura, cattolico integerrimo che dentro casa è un patriarca spietato: un racconto meraviglioso nella forma e nella sostanza sulla doppia morale e sulla necessità di una ribellione costante nello spazio pubblico e privato per liberarsi dal patriarcato.


Susanna Tartaro
Coordina uno dei programmi di culto di Radio 3, Fahrenheit. Qui il suo blog Dailyhaiku. Con add pubblicherà un libro nella collana Incendi. 

Di quale valle
di quale albero
danzano i petali?
(Momoko Kuroda 1938)
dalla raccolta  Un albero un’erba e fiori di ciliegio (Ed.Empiria)

Inizio con un haiku, come uso fare nel mio DAILYHAIKU, anche per questa data che sa di pane e di rose, e scelgo un libro di Annie Ernaux.

È Gli anni della scrittrice francese che ho scoperto tempo fa con Il posto e che è l’autrice di questo ultimo edito, come il primo, da L’Orma.

La sua scrittura, per sobrietà e nitidezza, ha un elemento zen che ritrovo nella sottrazione stilistica. Ne Gli anni questo suo sguardo semplicemente fisso sulle cose, questo suo inesorabile cercare “un posto” nel mondo, diventa ancora qualcosa di nuovo, qualcosa della performance artistica. Mi appare come un libro-istallazione che non risparmia emotivamente né il suo autore né il lettore in un crescendo distruttivo, in una ricostruzione che va via via scomponendo l’oggetto del ricordo.

Frantuma e ricostruisce. Frantuma e ricostruisce.

Ed è anche un poetico, lancinante tentativo di mettere ordine nel caos per poter raccontare, per sottrarre alle tenaglie dell’oblio le cose vissute e inesorabilmente passate. Le cose finite e morte.

Con meticolosità ed efferatezza rare anche Ernaux, come la poetessa dell’haiku, tenta di raccogliere gli istanti per offrirli al lettore, uno per uno, come fossero petali sparsi o giorni di un calendario personale che diventa universale.

La descrizione di una vecchia foto che sembra che le capiti quasi per caso tra le mani, come estratta da un mucchio disordinato, si alterna al racconto degli episodi storici e micro storici che “vivevano” intorno a quella stessa foto. Un freddo, lungo, precisissimo elenco di fatti.

Date, persone e avvenimenti sono lo sfondo di Annie Ernaux prima bambina, poi adolescente, ora anziana. Una donna che guarda l’obiettivo e che si guarda. E si guarda mentre si mette in posa per chi la guarderà.
Come solo i grandi narratori sanno fare, o i grandi artisti e i grandi poeti, quello che descrivono è universale. Riescono a parlarci, a trovarci in mezzo alla folla, a sceglierci indicandoci “quel” micro dettaglio loro e nostro. E noi li seguiamo.
Volano i fiori come volano gli anni.
Ed è struggente e meraviglioso tentare di raccoglierli.


Enrica Caretta
Giornalista, scrive su «Marie Claire». Con add ha pubblicato Il Passadondolo.
Se le parole delle donne a volte suonano speciali, è per lucidità di visione, per un sentimento chiaro di se stesse e delle cose che a saperlo coltivare è un dono tutto nostro e un dono grande. La concretezza delle donne è uno sguardo netto, disincantato, preciso, un contributo onesto diretto soprattutto a capire, senza voler a tutti i costi giudicare. Penso a tre libri e a tre nomi, di tre autrici che in modo diverso mi hanno fatto sentire accompagnata, sicura di aver visto bene e di aver voglia di guardare avanti con loro ancora e ancora.

Da anni la cerco a ripetizione, tutte le volte che ho bisogno di tornare in carreggiata: Elizabeth von Armin è lieve, intelligente, ironica, una che va diritta al centro delle cose. Il suo Uno chalet tutto per me (Bollati Boringhieri) è una storia che comincia dal dolore, da una grande crisi che invoca di affogare in grandi spazi e grandi silenzi e si nutre di una caparbia volontà di solitudine. Ma che un giorno dopo l’altro lentamente si scioglie, in un ritorno alla luce che è una scuola per coltivare lo sguardo e l’attenzione.

Fleur Jaeggy: il piacere della parola tagliente, aguzza, della verità senza scampo, della certezza che corrode e cattura, mentre a ogni passo trasuda autentica poesia. I beati anni del castigo (Adelphi) è uno dei suoi romanzi più belli, una storia di adolescenza intesa come alba della vita, che già rivela in trasparenza il senso della perdita, del declino e dell’inganno. Uno sguardo feroce di doloroso disincanto dove siamo tutte noi, le nostre speranze, le nostre ripetute delusioni.

«E’ tutto materiale». Così, in Il collo mi fa impazzire (Feltrinelli), Nora Ephron – indimenticabile sceneggiatrice di “Harry ti presento Sally” – ricorda quello che le diceva la madre commediografa, commentando i fatti belli e brutti della vita. E sono state fantastico materiale per Nora gli amori e i divorzi, la solitudine e la vita con i figli adolescenti, le prime pieghe del collo e poi la malattia. Strepitoso materiale per guardarsi dentro e parlare di tutto con coraggio, con umorismo, con profonda e scanzonata umanità e il dono di uno stile veloce e di un’intelligenza viva.


Évelyne Bloch-Dano
Scrittrice, i suoi libri sono stati tradotti in molte lingue. È membro della giuria del Prix Fémina e del Prix François Mauriac. Il suo sito ebloch-dano.com – Con add ha pubblicato Giardini di carta.

Un libro francese: Le dernier amour d’Attila Kiss, di Julia Kerninon, pubblicato nel gennaio di quest’anno da Éditions du Rouergue (www.lerouergue.com/). Due persone, all’apparenza lontanissime, si incontrano. Attila è un uomo di mezza età, scontroso, solitario, mosso dall’amarezza. Theodora è giovane, aristocratica, figlia di un grande musicista, gioiosa e combattiva. È un romanzo d’amore ambientato nell’Ungheria degli anni 2007-2008, scritto da una giovane autrice di talento.

E uno italiano, appena pubblicato in Francia: Vita breve di Katherine Mansfield (Adelphi) di Pietro Citati, appena pubblicato da Gallimard (collana Quai Voltaire, www.gallimard.fr). Un magnifico ritratto che permette di scoprire, o riscoprire, una grande scrittrice. 


Fiamma Satta
Conduttrice radiofonica (Fabio & Fiamma su Radio Rai 2), dal 2009 cura sulla Gazzetta dello Sport la rubrica “Diversamente affabile”, dove racconta e denuncia con ironia le nostre inciviltà. Per add ha pubblicato Diario diversamente affabile.

Se una cara amica mi chiedesse due libri da leggere le consiglierei senz’altro questi che sono conservati gelosamente, ma potrei dire “golosamente”, in un ripiano speciale della mia libreria:

Bugiarda no, reticente di Franca Valeri (Einaudi) l’autobiografia della nostra preziosa e celeberrima artista, una donna dall’intelligenza luminosa e tagliente, con il dono della sintesi. Così, chi è troppo giovane per averla potuta apprezzare in televisione, oppure gli sfortunati che non ne conoscono appieno il talento al cinema (e magari applaudono, ignari, beceri remake de Il vedovo la commedia di Dino Risi di cui la Valeri è protagonista con Alberto Sordi), o chi non ha avuto l’opportunità di vederla a teatro, dove è tuttora attivissima, la può “respirare” leggendo questo suo libro. In appena cento pagine è riuscita a raccontare la sua infanzia, l’amore per il teatro e per Milano, la nascita dei suoi personaggi dalla sua testa e dalla sua penna, gli uomini, i loro tradimenti, il cinema, i gusti, l’amicizia, gli animali, le idiosincrasie e i suoi sogni. Un omaggio alle donne e alla loro intelligenza.

Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli), la storia vera di Samia Yusuf Omar, la ragazzina somala magrissima e malnutrita che aveva tagliato per ultima il traguardo dei 200 metri alle Olimpiadi 2008 di Pechino e che per partecipare anche alle Olimpiadi di Londra aveva affrontato il Viaggio disumano dal suo paese verso l’Europa ma era morta durante la traversata dalla Libia, insieme a tanti altri migranti, il 2 aprile 2012. Un libro raccontato in prima persona mai retorico o scontato che si nutre solo di verità e che andrebbe fatto leggere a figli e nipoti per affrontare la vita o andrebbe letto loro, pagina dopo pagina, a voce alta, come fosse una favola, priva di lieto fine ma densa di insegnamento.

 

 

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